Agrivoltaico verticale: produzione distribuita e valore di mercato
mercoledì 27 maggio 2026
Un impianto agrivoltaico verticale da 1,21 MW in Umbria ha fornito dati su 12 mesi: produzione 1.594.789 kWh, PR 76,25% e CF 15,20%. I ricavi stimati sono 164.630 €.
La produzione è concentrata in due fasce: mattino e pomeriggio, con orientamento Est/Ovest. Il picco avviene tra le 9 e le 10 e tra le 15 e le 16. L’energia tra le 11 e le 14 rappresenta il 30,5% dell’output annuale ma il 26,7% dei ricavi, con prezzi effettivi di 118,17 €/MWh al mattino, 102,11 €/MWh nel pomeriggio e 90,38 €/MWh a mezzogiorno.
La correlazione tra produzione oraria e prezzo PUN è negativa (-0,2999); solo il 13,9% delle ore di massima produzione coincidono con quelle di massimo prezzo.
Mattino penalizzato dall’Est basso; l'Ovest trae beneficio dalla migliore esposizione pomeridiana.
La stabilità del PR è notevole: maggio e ottobre 79,2% e 77,4%; giugno 77,4%; dicembre 77,9%; gennaio 74,7%; febbraio 71,9%. In giornate soleggiate la produzione media è 7.247 kWh, PR 77,3%; in giorni parzialmente coperti 4.321 kWh, PR 77,0%; in giorni nuvolosi 1.611 kWh, PR 74,5%.
AIAS segnala che il vantaggio economico non è automatico; dipende da mercato locale, contratti, costi e autoconsumo; manca ancora una base dati ampia.
L’impianto deve nascere dal campo: distanza tra file cruciale; circa 10 metri come minimo sui terreni affittati, 15 metri o più per aziende agricole, per permettere macchinari e rotazioni; ruolo centrale dell’agronomo.
Vento: circa 68% delle misurazioni sotto 10 m/s; picco 32,1 m/s. La struttura verticale costa di più (+10-15% CAPEX) ma facilita manutenzione e riduce polvere; migliora la ventilazione.
Conclusione: l’Umbria mostra che la doppia curva è operativa e mantiene una produzione stabile, ma il valore economico dipende da condizioni di mercato e profilo di consumo; in Italia servono più dati e pianificazione integrata; i soli impianti verticali non bastano.