• Agrivoltaico: una strada regolatoria più chiara e mercato in espansione

    venerdì 23 gennaio 2026

    L'agrivoltaico rappresenta oggi oltre l'80% dei progetti fotovoltaici presentati e mostra una forte competitività rispetto al FV tradizionale a terra. La conversione del Dl 175/2025 introduce maggiore flessibilità, definendo un concetto primario centrato sulla continuità dell’attività agricola e attenuando l’obbligo di configurazioni più onerose tipiche dell’agrivoltaico avanzato, come le altezze minime.

    L’interesse degli investitori è cresciuto notevolmente. Secondo Althesys ed Elemens, gli investimenti in agrivoltaico 2021-2024 sono passati da circa 2 a oltre 17 miliardi di euro; la pipeline supera i 60 GW, con quasi 47 GW interfilari e meno di 6 GW di impianti elevati. Dal 2018 la pipeline italiana totale è di circa 132 GW, di cui 86 GW agrivoltaici; circa 2 GW sono in esercizio o in costruzione e circa 25 GW hanno superato la valutazione ambientale.

    La quota di progetti agrivoltaici è salita dal 26% nel 2020 all’80% tra 2022 e 2025, con picco di oltre 25 GW nel 2024 e un calo nel 2025 legato al nuovo Testo unico Fer. Per le remunerazioni, circa il 70% è via Fer X, 25% tramite PNRR Agrivoltaico e 5% con PPA privati. Alle aste partecipano circa 12 GW, con l’agrivoltaico presente nel 55% dei progetti e tra i vincitori rappresenta circa la metà dello sviluppo (≈4,5 GW su 9).

    I prezzi medi dei vincitori sono: FV tradizionale 55,8 €/MWh vs agrivoltaico 57,6 €/MWh (differenza ~1,8 €/MWh). Anche nelle procedure non cinesi, 65,9 €/MWh vs 66,7. I piani PNRR hanno prezzi superiori a 70 €/MWh (77,4 e 70,5), nonostante contributi fino al 40% del capitale.

    La definizione introdotta dal Dl 175/2025 indica l’agrivoltaico come configurazione centrata sulla continuità della produzione agricola, limitando l’obbligo di altezze minime e riducendo le rigidità. Rimangono nodi sull’asseverazione, ma è chiaro che l’agrivoltaico è diventato lo standard per i grandi parchi e già competitivo nelle gare con il FV tradizionale. Le norme rafforzano questa tendenza, anche se restano questioni pratiche da definire finalmente.