Agrivoltaico in Campania: nuove linee tecniche e riflessioni ambientali
lunedì 8 giugno 2026
La Regione Campania ha aggiornato le Linee tecnico-agronomiche (Litar) per l’agrivoltaico alla versione 4.1, approvata dal decreto n. 193 del 5 giugno, dopo la circolare n. 481104/2026. Le Litar integrano le Linee guida 2022 del Mase, aggiungendo requisiti per coordinare colture, progettazione e rendimento agricolo; i contenuti sono supportati dallo studio Rse.
La novità principale è l’obbligo della dichiarazione asseverata che attesti l’80% della Plv agricola. Le verifiche in esercizio chiedono rese non inferiori all’80% della media triennale del comprensorio, superando il precedente 70%.
Dal punto di vista ambientale, è introdotto un monitoraggio dell’erosione idrica causata dall’effetto gronda dei pannelli, con controlli dopo eventi meteorologici intensi.
Le linee guida definiscono l’agrivoltaico come impianto che conserva la continuità delle attività agricole; l’agrivoltaico avanzato prevede moduli elevati, possibile rotazione e integrazione di agricoltura digitale.
Questa versione integra sistemi di monitoraggio, risparmio idrico, recupero della fertilità del suolo e maggiore resilienza climatica. Tra le prescrizioni: massimo ingombro della componente fotovoltaica e recinzione entro 10 metri dal bordo.
Per l’ombreggiamento sono indicate colture e dati; una distribuzione uniforme dell’ombra riduce gli effetti negativi, mentre ombre irregolari possono variare la crescita.
Per l’iter autorizzativo servono una relazione tecnica generale e una relazione agronomica; è previsto un modello di accordo tra proponente e azienda agricola. La progettazione esecutiva e la messa in esercizio richiedono verifiche e Cei 82-93, oltre alla ditta di manutenzione elettrica.
Lo studio Rse confronta un agrivoltaico di 540 kW a Robecco sul Naviglio (bifacciali su tracker biassiali) con una centrale tradizionale di 84,7 MW a Piacenza (monofacciali). Risultati: riduzione dell’impatto sul suolo del 95% e aumento dell’uso del terreno del 46%, ma aumenti in risorse/metalli (+14%) e cambiamenti climatici (+12%), attribuiti a materiali maggiori e all’ombra che riduce i rendimenti.
Gli autori suggeriscono che tali malus si riducono con catene di fornitura circolare e colture tolleranti all’ombra. Il lavoro propone parametri metodologici per una valutazione ambientale affidabile e sostiene l’uso della LCA per guidare pianificazione energetica e territoriale in Italia.
Collegamenti: PDF delle Linee guida della Campania e lo studio Rse.