• Agrivoltaico e comunità: quali fattori guidano l’accettazione

    giovedì 22 ottobre 2026

    Uno studio online su 849 italiani, pubblicato su Renewable Energy Focus, evidenzia che chi non lavora nel settore attribuisce più peso ai benefici ambientali e all’impatto sull’economia rurale che ai dettagli tecnici. La fiducia negli sponsor, la correttezza delle decisioni e la paura di paesaggi trasformati influenzano l’opinione, ma il campione è prevalentemente urbano e giovane.

    Si distinguono tre ordini di convinzioni: tecnologiche, sul contesto di introduzione e personali. Combinati spiegano una notevole parte delle differenze di giudizio: circa un terzo sono legate alla tecnologia, circa il 40% al contesto, e quasi la metà ai fattori personali.

    I benefici ambientali e socioeconomici attesi sono associati a valutazioni positive; la compatibilità agricola e l’interconnessione con la rete hanno effetti meno chiari. L’integrazione nella rete rurale non è un predittore significativo dei giudizi.

    La percezione di legittimità delle politiche e di equità delle procedure si collega a giudizi migliori. La fiducia è maggiore verso esperti tecnico-scientifici rispetto ai politici; coinvolgere competenze locali può essere più efficace per spiegare e accettare la tecnologia.

    Una barriera importante è la solastalgia anticipatoria: temere di perdere un paesaggio familiare. L’approvazione sociale percepita aumenta l’accettazione, mentre la conoscenza dichiarata non garantisce un sostegno. Informare aiuta, ma serve un confronto diretto con le comunità.

    Accettabilità e intenzione di sostegno non coincidono: si può accettare senza impegnarsi a sostenere un impianto. Molti sarebbero disposti a comprare prodotti agrivoltaici, ma serve documentare la tutela del suolo e della biodiversità e discutere i timori paesaggistici con le comunità.

    Conclusione: spiegare i benefici è utile per l’accettabilità, ma il successo reale richiede partecipazione concreta e dimostrazioni tangibili nel territorio.