Agricoltura e fotovoltaico: tra tutela del suolo e innovazione energetica
lunedì 20 luglio 2026
Di fronte all’articolo 5 del Dl Agricoltura, la Corte Costituzionale conferma il divieto di installare pannelli fotovoltaici direttamente a terra sui terreni agricoli. Il dibattito resta acceso tra tutela del suolo e sviluppo energetico.
Da una parte c’è chi lo considera una vittoria per la sovranità alimentare, impedendo la perdita di suolo fertile. Il ministro Lollobrigida sottolinea che tutelare il suolo è compatibile con la transizione energetica.
Altre voci ricordano che la classificazione urbanistica agricola può preservare terreni inattivi anche se domani torneranno produttivi. Si teme però di privilegiare una destinazione catastale piuttosto che riutilizzare aree abbandonate; ISTAT segnala forti perdite agricole.
Gli opinionisti favorevoli all’agrivoltaico sostenibile vedono opportunità: agricoltura e energia possono coesistere con soluzioni come agrivoltaico elevato, tetti e comunità energetiche. Chiedono quadro normativo chiaro, autorizzazioni più semplici e sostegno alle comunità rurali.
Restano problemi pratici: serve un modello di business che accontenti investitori, proprietari e agricoltori; poche aziende gestiscono coltivazioni sotto pannelli; abbandono dei campi, soprattutto al Sud; occorre politica di rilancio agricolo.
In sintesi, la Corte distingue tra fotovoltaico a terra vietato e agrivoltaico ammesso, ma resta incertezza sul significato di ‘modulo a terra’ e sull’uso concreto del suolo. Il bilanciamento tra tutela, decarbonizzazione e fattibilità resta aperto.