• Transizione 5.0 e Industria 4.0 si uniscono pensando agli energivori

    venerdì 26 settembre 2025

    Il sottosegretario al MIMIT Massimo Bitonci ha annunciato che la legge di Bilancio in discussione a fine anno conterrà una nuova misura mirata a unificare gli obiettivi di digitalizzazione, decarbonizzazione ed efficienza energetica delle imprese. L’obiettivo è incentivare l’innovazione, ridurre i costi energetici e rendere competitivi i settori più energivori, attraverso una cornice che superi la suddivisione tra vecchi piani e promuova investimenti in rete, software, macchinari efficienti e soluzioni di gestione energetica.

    Si lavora a un impianto di Industria 4.0 che integri però le innovazioni della Transizione 5.0 non presenti in Industria 4.0. Si tratterebbe di due misure da includere nella Manovra, come già anticipato da Bitonci in un convegno, che verrebbero poi integrate in una cornice unica di incentivi più ampia e coerente con gli obiettivi ambientali e digitali, facilitando l’accesso e riducendo la burocrazia.

    Il meccanismo dovrà essere finanziato in modo strutturale con risorse nazionali, per ampliare la platea dei beneficiari, inclusi gli energivori e senza vincoli PNRR o DNSH. L’obiettivo è offrire un accesso semplice, procedure chiare, tempi di attuazione rapidi e una possibilità di partecipare anche alle PMI di minori dimensioni, senza dover rispettare vincoli comunitari troppo stringenti.

    Parallelamente, la Manovra 2026 non si fermerà: saranno rifinanziati anche strumenti già apprezzati dalle imprese, quali il Fondo di Garanzia PMI, i contratti di sviluppo e gli accordi di innovazione. Anche queste coperture dovranno attingere a risorse nazionali, con l’obiettivo di mantenere una spinta continua al sistema produttivo.

    Negli ultimi mesi la Transizione 5.0 mostra segnali di accelerazione: nelle risorse già prenotate si superano i 2 miliardi, con risparmi energetici superiori alle stime iniziali, ad oggi risultando più convenienti per ogni euro di credito d’imposta concesso. Tuttavia, alcune voci (Emma Pavanelli, M5S) denunciano rischi di risorse inutilizzate entro la scadenza e criticano la complessità delle procedure che ostacola le PMI, favorendo inconsapevolmente gli energivori.

    In ogni caso, l’esito delle prossime settimane potrebbe ridefinire l’accesso agli incentivi e la velocità di attuazione, con un orientamento verso una politica energetica e digitale più fluida e mirata alle imprese di diverse dimensioni.