• Rinnovabili e suolo: quando l’impianto non determina impermeabilizzazione

    martedì 30 settembre 2025

    Il Consiglio dell’Unione europea ha formalmente adottato il 29 settembre una proposta di direttiva sul monitoraggio del suolo. La norma contiene anche una chiarificazione sull’impatto delle rinnovabili sul suolo.

    La direttiva distingue tra i problemi visibili del consumo di suolo, come l’impermeabilizzazione e la rimozione, e l’effetto degli impianti fotovoltaici. Ad esempio, i parchi solari potrebbero non impermeabilizzare il suolo a condizione che la superficie supporti ancora un ecosistema sano.

    Ogni valutazione sull’impatto al suolo va fatta considerando l’effetto concreto sul terreno, non la finalità dell’opera. È possibile utilizzare dati sul trattamento del suolo insieme a mappe di impermeabilizzazione ottenute da telerilevamento per identificare zone non impermeabilizzate. L’agrivoltaico non significa consumo di suolo.

    Secondo la proposta, le superfici con impianti rinnovabili possono essere classificate in tre modi: suolo impermeabilizzato; suolo in zone dove è stata rimossa il suolo; suolo non impermeabilizzato e non rimosso.

    Sono previsti marchi di sostenibilità volontari che potrebbero premiare azioni di agricoltori e silvicultori che migliorano la salute e la resilienza del suolo, in conformità con la direttiva.

    L’obiettivo generale è rafforzare la resilienza del suolo, gestire meglio i siti contaminati e introdurre principi per ridurre l’impermeabilizzazione eccessiva.

    Gli Stati membri devono istituire sistemi di monitoraggio per le condizioni fisiche, chimiche e biologiche dei suoli, usando una metodologia comune. Il controllo includerà contaminanti emergenti come PFAS, pesticidi e microplastiche.

    I dati raccolti dovranno essere condivisi con la Commissione europea e l’Agenzia europea dell’Ambiente per favorire azioni coordinate contro il degrado del suolo.

    Dopo l’approvazione, il testo sarà esaminato dal Parlamento europeo. Una volta approvato, gli Stati avranno tre anni per recepire le norme nel diritto nazionale.

    Il Consiglio ricorda però che, pur essendo importanti per la protezione del suolo, non esiste ancora un quadro legislativo UE specifico sul suolo, a differenza di acqua, aria e ambiente marino.

    Il testo adottato è disponibile in PDF.

    Nella pratica, l’esame dell’impatto terrà conto della biodiversità del suolo, della fertilità, della capacità di drenaggio, della resistenza a eventi climatici estremi e della possibilità di ricaricare la falda, evitando di etichettare automaticamente un impianto come dannoso senza compromettere l’uso delle terre agricole.