Rimodulazione del PNRR: cosa cambia e perché
mercoledì 1 ottobre 2025
Il governo ha avviato una rimodulazione delle risorse del PNRR per rispettare le scadenze europee del 2026. La Cabina di regia ha approvato la proposta il 26 settembre; il ministro Foti ha illustrato i dettagli al Senato il 30 settembre.
Le riduzioni riguardano Cer, biometano, agrivoltaico, idrogeno, Transizione 5.0 e l’autoproduzione di rinnovabili nelle PMI. Le risorse spostate sosterranno misure più affidabili a breve termine; per il Fondo Agrisolare si valuta un’estensione oltre il 2026 tramite una facility indipendente.
La revisione nasce per rispettare le scadenze UE, che non prevedono proroghe. Le scadenze chiave: rendicontazione entro 2026, liquidazione decima rata entro settembre 2026, erogazioni finali entro dicembre 2026.
Interventi correttivi suggeriti dalla Commissione includono rafforzare misure funzionanti, rimodulare risorse per quelle non attuabili in tempo, usare strumenti finanziari e spostare risorse a InvestEU.
Per le imprese, Industria 5.0 e autoproduzione sono stati ridimensionati; si stimano tagli attorno a 100 milioni, soprattutto perché molte PMI non hanno partecipato ai bandi.
Cionononostante aumentano gli impegni in contratti di filiera, contratti di sviluppo e Ipcei, con investimenti in ricerca su idrogeno, batterie e salute. Si rafforzano anche il capitolo 4.0 e l’accesso ai contributi per le Comunità energetiche.
Le Comunità energetiche vedono un ampliamento della platea dei Comuni da 5.000 a 50.000 abitanti, ma l’aiuto pubblico scende dal 100% al 40%, con fondi stimati in circa 200 milioni contro i 2,2 miliardi iniziali.
Altre misure, come idrogeno in settori hard to abate e progetti di agrivoltaico e biometano, mostrano incertezze sui tempi di attuazione.
Prossimi passi: ora la proposta va al Parlamento; entro l’8 ottobre sarà inviata a Bruxelles, con approvazione preliminare il 23 ottobre e via libera finale dell’Ecofin il 13 novembre.
Il PNRR vale 194,4 miliardi; finora centinaia di obiettivi raggiunti e sette rate incassate.
In tutto, 34 interventi in rimodulazione (7,3% del piano); nove riguardano Ambiente ed energia; le misure rafforzate includono Transizione 4.0, Ipcei e nuove facility, insieme a strumenti di finanziamento e a InvestEU.