Pressioni sull'Ets 2: le richieste degli Stati membri
venerdì 27 giugno 2025
L'introduzione dell'Ets 2, un meccanismo europeo per il commercio di quote di CO2 destinato a edifici e trasporti a partire dal 2027, suscita preoccupazioni tra molti Stati membri dell'UE, Italia inclusa. Il timore principale riguarda l'aumento dei prezzi dell'energia e dei carburanti, con possibili ripercussioni sui consumatori.
Quindici paesi, tra cui l'Italia, hanno presentato un documento informale, evidenziando le criticità dell'Ets 2 e proponendo soluzioni. Il documento sottolinea l'incertezza sui futuri livelli dei prezzi della CO2 e la loro potenziale volatilità, paventando rischi politici e sociali legati a improvvisi shock dei prezzi. Si teme che le misure di salvaguardia, come il tetto massimo flessibile di 45 €/tCO2, possano rivelarsi insufficienti.
Tra le richieste degli Stati membri, vi è la pubblicazione regolare di informazioni dettagliate sui dati di mercato dell'Ets 2, per migliorare le previsioni dei prezzi e dare maggiore trasparenza. Si suggerisce di valutare l'avvio anticipato delle aste nel 2026, per consentire agli operatori di mercato di prepararsi meglio all'entrata in vigore del sistema nel 2027. Viene anche proposto di rivedere il meccanismo della riserva stabilizzatrice di mercato per ridurre le oscillazioni di prezzo, prolungando la sua durata oltre il 2031. Infine, si suggerisce di rafforzare il tetto massimo dei prezzi per mitigare il rischio di aumenti eccessivi.
Parallelamente, l'Italia ha pubblicato la legge di delegazione europea 2024, che prevede l'attuazione di direttive comunitarie sull'efficienza energetica, le fonti rinnovabili e il market design elettrico. È in corso la preparazione del Piano italiano per l'utilizzo degli oltre 7 miliardi di euro del Fondo sociale per il clima, con l'obiettivo di sostenere investimenti in tecnologie e servizi più sostenibili, ma il piano è considerato lacunoso da alcune associazioni ambientaliste.