• Pnrr: tagli mirati, slancio sull’Agrisolare e nuove facility

    lunedì 29 settembre 2025

    È stata approvata una nuova rimodulazione del Pnrr che sposta poco meno di 14 miliardi di euro. La misura serve a rispettare i tempi imposti dall’Europa, garantendo interventi realizzabili entro il 2026 e pagamenti entro fine anno.

    Gli obiettivi devono essere conseguiti entro il 31 agosto 2026, con l’ultima richiesta di pagamento entro il 30 settembre e il saldo finale entro il 31 dicembre. Per questo la revisione privilegia interventi dall’attuazione rapida.

    Saranno definanziate 34 iniziative perché non sarebbe possibile spendere i fondi in tempo: tra le esclusioni figurano Comunità energetiche, biometano, agrivoltaico, idrogeno, Transizione 5.0 e autoproduzione di rinnovabili nelle PMI.

    I fondi non spesi saranno riallocati su misure considerate più affidabili in tempi brevi. Per l’Agrisolare si valuta un’estensione oltre il 2026 tramite una facility gestita da un soggetto indipendente.

    La proposta sarà presentata al Senato il 30 settembre e alla Camera il giorno successivo; entro l’8 ottobre arriverà in Commissione europea, che si pronuncerà entro il 23 ottobre, con l’ok finale previsto dall’Ecofin il 13 novembre.

    Il Pnrr vale 194,4 miliardi. Finora sono stati centrati 334 obiettivi su 614 (54,4%); sette rate incassate per 140 miliardi. Su 447mila progetti, oltre il 96% è concluso o in chiusura.

    Le 34 misure in revisione rappresentano il 7,3% del piano. Nove riguardano l’Ambiente e la Sicurezza energetica, includono Cer, agrivoltaico, biometano, idrogeno e progetti di economia circolare, impianti di gestione rifiuti, teleriscaldamento e nuove interconnessioni con Austria e Slovenia.

    Le misure rafforzate privilegiano Transizione 4.0 e Ipcei, estesi a Idrogeno 3 e Sanità 1. Previsti accordi Horizon Europe, Net Zero, Fondo contratti di filiera agroalimentari, Servizio civile universale, autobus elettrici, porti, edifici pubblici sicuri, verdi e sociali.

    Sono in valutazione nuove facility che estendono l’orizzonte temporale di alcune misure, con gestione indipendente e erogazione in parte a fondo perduto. Entrano Agrisolare, Fondo infrastrutture idriche, Fondo nazionale connettività e housing universitario; InvestEU parte dei fondi nazionali.

    La Commissione apre anche la possibilità di capitalizzare banche pubbliche come CDP, sostenere programmi spaziali e contribuire al Programma europeo per l’industria della difesa, lasciando spazio a sviluppi futuri nelle settimane a seguire.