Obiettivi Climatici Europei: Flessibilità e Strategie per il 2040
mercoledì 18 giugno 2025
L'Unione Europea sta definendo gli obiettivi per la riduzione delle emissioni di CO2 entro il 2040, con l'obiettivo di ridurre le emissioni del 90% rispetto al 1990. L'Italia, rappresentata dal ministro Pichetto, sta spingendo per una maggiore flessibilità nell'attuazione di questi obiettivi. L'Italia sostiene l'utilizzo dei crediti internazionali di CO2, derivanti da progetti di decarbonizzazione in paesi terzi, per raggiungere il target. Questa posizione è motivata dalla necessità di trovare strumenti efficaci e convenienti per conseguire gli obiettivi climatici.
Il dibattito si concentra sull'uso di crediti internazionali di CO2. Si sta valutando la possibilità di utilizzare i crediti internazionali per progetti in paesi terzi, con un limite potenziale del 3% sul target complessivo. L'uso di questi crediti permetterebbe agli Stati membri di finanziare progetti di abbattimento della CO2 al di fuori dell'UE, contabilizzando le riduzioni come se fossero avvenute internamente. Questa proposta incontra delle resistenze da parte di alcuni esperti, che temono che l'uso dei crediti possa distogliere risorse da investimenti nazionali e indebolire le misure ambientali.
Le discussioni riguardano anche quali tipi di progetti dovrebbero essere ammessi per generare crediti di carbonio, con la Germania che preferisce progetti che riducano le emissioni in modo permanente, escludendo le misure basate sulla natura, come la riforestazione. La Danimarca, che assumerà la presidenza del Consiglio UE, intende dare priorità al raggiungimento degli obiettivi del 2040, chiedendo chiarezza e flessibilità per raggiungere un accordo rapido.
Parallelamente, si discute sugli obiettivi europei al 2030, in particolare sul ruolo del gas. Secondo le analisi sui Piani nazionali per l'energia e il clima, il consumo di gas nell'UE diminuirà del 7% entro il 2030 rispetto al 2023. Questo potrebbe portare a una sovraccapacità produttiva e a impianti obsoleti, considerando la crescente importanza delle energie rinnovabili, che dovrebbero produrre il 66% dell'energia elettrica dell'UE entro il 2030.