• Modifiche al Ddl sulle aree idonee in Umbria

    giovedì 10 luglio 2025

    La Regione Umbria ha modificato il disegno di legge sulle aree idonee per la transizione energetica. La giunta ha approvato semplificazioni, come l'applicazione dell'edilizia libera per impianti rinnovabili sotto i 19 kW e l'inclusione di nuove aree idonee, tra cui depositi di materiali e aree all'interno di strutture carcerarie. Sono state definite anche le aree non idonee, tra cui praterie sopra i 900 metri, oggetto di critiche da Legambiente.

    Sono state riviste le fasce di rispetto intorno ai beni tutelati, con una semplificazione che prevede una distanza massima di 7 km, valutabile in base al contesto territoriale. Fanno eccezione gli impianti a biogas e simili sopra i 200 kW, per i quali sono previste distanze specifiche dai centri abitati. Per il fotovoltaico e l'agrivoltaico, le aree non idonee sono quelle entro 500 metri di distanza.

    Legambiente ha riconosciuto dei progressi rispetto al testo precedente, apprezzando la rimozione di vincoli eccessivi, ma ha espresso preoccupazioni sulle aree non idonee sopra i 900 metri. L'assessore regionale all'Energia ha sottolineato la chiarezza del quadro normativo, con facilitazioni per gli impianti in aree idonee e un'alta probabilità di bocciatura per quelli in aree non idonee.

    L'obiettivo della Regione è un mix energetico diversificato, con attenzione all'agrivoltaico e requisiti stringenti nelle aree non idonee per promuovere la sostenibilità e tutelare la biodiversità. Il testo è ora all'esame del Consiglio regionale, con l'obiettivo di approvarlo entro l'estate, in attesa delle decisioni del Ministero dell'Ambiente sulle aree idonee.