• La rapida ascesa del fotovoltaico nei paesi Visegrad

    giovedì 11 settembre 2025

    I paesi del gruppo Visegrad (Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Slovacchia) stanno vivendo una rapida trasformazione nel settore energetico, con un'accelerazione significativa nella produzione di energia solare. Nonostante le iniziali riserve e una storica dipendenza dal carbone, questi paesi hanno aumentato la produzione fotovoltaica a un ritmo doppio rispetto alla media europea dal 2019, anno di introduzione del Green Deal.

    Questo cambiamento è evidente se si considera che la produzione solare cumulativa nei quattro paesi è aumentata di quasi sei volte nello stesso periodo. La Repubblica Ceca, l'Ungheria e la Polonia hanno persino superato i loro obiettivi di produzione fotovoltaica per il 2030, dimostrando un'ambizione crescente verso le energie rinnovabili. Nonostante ciò, la quota di energie rinnovabili nella produzione di energia elettrica rimane al di sotto della media dell'UE, con margini per un ulteriore sviluppo.

    La transizione verso le rinnovabili sta portando a una riduzione significativa della dipendenza dal carbone. La Repubblica Ceca ha anticipato la sua eliminazione graduale, mentre l'Ungheria ha dimezzato l'uso del carbone. La Polonia ha generato più elettricità da fonti rinnovabili che da carbone nel 2025, e la Slovacchia ha quasi completamente abbandonato il carbone nella produzione di energia elettrica.

    La Polonia ha guidato l'espansione delle energie rinnovabili grazie al fotovoltaico, registrando un aumento di oltre venti volte nella produzione solare tra il 2019 e il 2024. La Repubblica Ceca, dopo un periodo di stagnazione, ha ripreso a installare una grande capacità solare. Il successo del fotovoltaico è dovuto in parte a incentivi statali come "Mój Prąd" e "Nová zelená úsporám", che hanno reso l'energia solare più accessibile per le famiglie.

    Nonostante i progressi nel fotovoltaico, i paesi Visegrad sono indietro nell'implementazione delle batterie su larga scala. La Polonia ha una forte pipeline di progetti per i prossimi anni, mentre l'Ungheria ha poche capacità di accumulo. Anche la flessibilità della domanda è limitata, con una bassa percentuale di contatori intelligenti rispetto ad altri paesi europei, ostacolando l'adattamento dei consumi alla disponibilità di energia solare.