Iperammortamento 2026: novità e condizioni
mercoledì 7 gennaio 2026
La Manovra 2026 introduce l'iperammortamento come misura triennale per investimenti effettuati dal 1 gennaio 2026 al 30 settembre 2028, a condizione che i beni siano Made in Europe. È prevista anche l’esclusione dei moduli fotovoltaici di tipo “A” registrati nel registro ENEA (dl Energia 181/2023).
Gli investimenti ammessi riguardano beni materiali e immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese (4.0), nonché beni immateriali (software, piattaforme, algoritmi) collegati al sistema di produzione e alla rete di fornitura. È incluso anche l’autoproduzione di energia rinnovabile per autoconsumo, inclusi sistemi di stoccaggio.
Per l’energia solare, valgono solo moduli ENEA di tipo B o C: Type B con efficienza cella almeno 23,5%; Type C con celle bifacciali o tandem ad eterogiunzione con efficienza minima 24%, prodotti nell’UE.
Maggiorazioni: 180% fino a 2,5 milioni di euro; 100% da 2,5 milioni a 10 milioni; 50% da 10 a 20 milioni. Nessuna maggiorazione oltre i 20 milioni. La base di calcolo è al netto di altre sovvenzioni.
I beni devono essere prodotti in UE o SEE. Il beneficio è cumulabile con altre agevolazioni nazionali o europee sui medesimi costi, purché non si coprano le stesse quote e non si superi il costo. Non si applica agli investimenti che beneficiano delle disposizioni previste dall’art. 1, comma 446 della precedente legge di bilancio 207/2024, ossia il credito d’imposta Transizione 4.0.
Decreto attuativo entro 30 giorni dalla entrata in vigore della Manovra, per definire le modalità di accesso, i contenuti delle comunicazioni periodiche, le certificazioni e la documentazione necessaria.