Impronta di CO2 dei Moduli FV: Verso Requisiti Ambientali
martedì 15 luglio 2025
Lo studio del Joint Research Centre della Commissione europea analizza l'impronta di carbonio dei moduli fotovoltaici, un passaggio cruciale per garantire la sostenibilità della produzione di energia pulita. L'obiettivo è fornire dati standardizzati per valutare le emissioni di CO2 durante l'intero ciclo di vita dei pannelli, promuovendo l'innovazione e la differenziazione nel mercato solare.
Il rapporto, intitolato “Norme armonizzate per il calcolo dell’impronta di carbonio dei moduli fotovoltaici nel contesto della direttiva Ue sulla progettazione ecocompatibile”, potrebbe contribuire a orientare il mercato verso una catena di approvvigionamento più sostenibile, soprattutto in un contesto di eccesso di offerta e controversie commerciali. Lo studio mira a definire requisiti di Ecodesign per i pannelli.
Lo studio prende in considerazione vari fattori che influenzano la carbon footprint, come l'energia impiegata nella produzione dei materiali e la durata dei prodotti. Le norme stabiliscono un metodo armonizzato, partendo dall'estrazione delle materie prime fino alla produzione e distribuzione, utilizzando un'unità di misura standard: grammi di CO2 equivalenti per kilowattora (gCO2eq/kWh) di elettricità prodotta.
I risultati mostrano che l'intensità della CO2 dei pannelli fotovoltaici varia notevolmente a seconda di diversi fattori, tra cui l'energia utilizzata durante la produzione e i materiali impiegati. L'impronta di carbonio può oscillare tra 10,8 gCO2eq/kWh e 44 gCO2eq/kWh.
Il rapporto fornisce una metodologia da applicare nei contesti normativi europei, con particolare attenzione alle misure di ecodesign. Inoltre, i ricercatori sottolineano l'importanza di considerare le nuove tecnologie fotovoltaiche, come i pannelli a giunzione singola e tandem silicio-perovskite, nel futuro.