• Impatto della riforma fiscale indiana sulle energie rinnovabili

    lunedì 8 settembre 2025

    A partire dal 22 settembre 2025, l'India introdurrà una significativa riforma fiscale, la "GST 2.0", che prevede la riduzione dell'aliquota della Goods and Services Tax (GST) dal 12% al 5% per componenti e apparecchiature per le energie rinnovabili, come pannelli fotovoltaici e turbine eoliche. Questa misura mira a incentivare lo sviluppo del settore energetico sostenibile, in linea con gli obiettivi nazionali.

    Contemporaneamente, è stata aumentata la tassazione su carbone e lignite al 18%. Tuttavia, questa modifica non dovrebbe avere un impatto economico significativo sui combustibili fossili, dato che include la precedente "Clean environment cess". Gli analisti prevedono che la riduzione fiscale possa comportare una diminuzione media del 5% dei costi dei nuovi impianti di energie rinnovabili.

    La riforma fiscale potrebbe stimolare la realizzazione di progetti attualmente in sospeso e contribuire al raggiungimento dell'obiettivo di 500 GW di capacità non fossile entro il 2030. Aziende leader del settore hanno accolto positivamente la misura, evidenziando il potenziale di rafforzamento della filiera locale, in linea con il programma "Atmanirbhar Bharat" per l'autosufficienza industriale. Il mercato azionario ha già mostrato reazioni positive, con un aumento dei valori delle principali aziende del settore.

    Per gli operatori italiani, la riduzione della GST indiana potrebbe influenzare i prezzi dei moduli fotovoltaici importati dall'India. Questa situazione assume rilevanza in vista della partecipazione all'asta Nzia del Fer X transitorio, che esclude i moduli prodotti in Cina. La crescente capacità produttiva indiana, attualmente oltre 100 GW, potrebbe offrire vantaggi economici, sebbene l'impatto sui prezzi dipenda anche da altri fattori, come l'IVA italiana applicata sui beni importati.