Energia nel Veneto: proposte per una svolta energetica regionale
lunedì 29 settembre 2025
Il tour di Legambiente nelle Regioni chiamate al voto è approdato anche in Veneto, dove il 26 settembre è stata presentata una bussola per il 2030 verso un territorio carbon free. L’obiettivo è fornire linee guida chiare ai candidati e agli enti regionali su come guidare la transizione energetica, integrando rinnovabili e sviluppo locale.
Le richieste principali in tema energetico includono: evitare ragionamenti vaghi, promuovere indicazioni operative per l’installazione di rinnovabili, creare linee guida per progetti tecnologicamente avanzati integrati con territorio e attività produttive locali, e istituire un fondo regionale per lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) con sportelli tecnici e burocratici.
Per le aree idonee e il solare, Legambiente propone uno sviluppo razionale di fotovoltaico a terra e agrivoltaico, con revisione della legge regionale 17/2022 per allinearla al Piano energetico del Veneto. Il Piano approvato a marzo aveva ritenuto superata la questione delle aree idonee, ma l’associazione chiede una chiarezza maggiore.
La bussola insiste sull’individuazione chiara delle aree idonee per pannelli a terra, escludendo suolo agricolo produttivo e dando priorità a cave dismesse, siti industriali abbandonati, discariche esaurite e fasce di protezione infrastrutturali. Si punta anche sull’agrivoltaico avanzato e sul biometano agricolo, accompagnati da una semplificazione degli iter autorizzativi e da una 'fast track' regionale.
Secondo la bussola, Veneto punta a 5.828 MW di nuova potenza rinnovabile entro il 2030. Da 1.689 MW installati tra il 2021 e il 2024, servono altri 4.139 MW. Se si mantiene l’attuale ritmo di 422,3 MW/anno, l’obiettivo verrebbe raggiunto in circa 9,8 anni; serve un ritmo medio di circa 690 MW/anno per rispettare la scadenza.
Stefano Ciafani, presidente di Legambiente nazionale, ha spiegato che la rete di eventi mirati proseguirà in autunno in Calabria e Toscana, dopo Marche e Veneto, per offrire ai candidati riferimenti concreti per i prossimi anni. Il materiale presentato funge da guida per l’attività di interlocuzione con chi governerà.
Anche Confartigianato Imprese Veneto ha presentato proposte: adottare un Piano sociale per il clima dedicato alle PMI e mettere a gara la gestione delle concessioni idroelettriche, chiedendo gare più trasparenti e competitive, come indicato anche dall’Antitrust.