CBAM: le reazioni globali alla tassa sul carbonio dell'UE
giovedì 19 giugno 2025
L'Unione Europea sta finalizzando l'introduzione della tassa sul carbonio alle frontiere (CBAM), un meccanismo per tassare le importazioni di beni ad alta intensità di emissioni di carbonio. L'obiettivo è scoraggiare la delocalizzazione delle emissioni e proteggere le industrie europee.
Il Consiglio dell'UE e il Parlamento Europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio sulle modifiche al regolamento, che entrerà in vigore nel 2026. Una delle principali modifiche è l'esenzione per gli importatori che importano meno di 50 tonnellate di merci all'anno, al fine di semplificare il processo e ridurre l'onere amministrativo per le piccole e medie imprese.
Nonostante questa esenzione, il regolamento continuerà a coprire il 99% delle emissioni totali di CO2 derivanti dalle importazioni dei settori interessati (ferro, acciaio, alluminio, cemento, fertilizzanti). Sono previste semplificazioni nei processi di autorizzazione, nel calcolo delle emissioni e nelle norme di verifica.
La tassa CBAM ha suscitato diverse reazioni a livello globale. Molti paesi, tra cui India e Cina, hanno espresso critiche e preoccupazioni, mentre altri stanno valutando l'introduzione di sistemi simili o stanno cercando di negoziare esenzioni con l'UE.
Alcuni paesi stanno sviluppando propri sistemi di scambio di quote di emissioni (ETS) o stanno considerando tasse sul carbonio per affrontare la sfida. La Turchia e l'Indonesia, ad esempio, stanno lanciando sistemi ETS nazionali, mentre il Brasile e il Giappone stanno avanzando nei loro piani per il mercato delle quote di emissioni.
L'Ucraina, particolarmente colpita dalla tassa, sta cercando un dialogo con l'UE, mentre la Corea del Sud sta lavorando per garantire il riconoscimento del suo sistema nazionale di tassazione del carbonio.