• Calabria: più rinnovabili e meno fossili

    mercoledì 1 ottobre 2025

    Mancano poche settimane alle elezioni regionali della Calabria e Legambiente presenta le proprie proposte ai due candidati alla presidenza, chiedendo una svolta energetica verso le rinnovabili. L’associazione critica l’idea di proseguire con fossili e progetti come il rigassificatore di Gioia Tauro, promuovendo invece una transizione accelerata verso fonti pulite che rispettino paesaggio e biodiversità.

    Secondo Legambiente, l’obiettivo minimo al 2030 per la Calabria è di installare 3.173 MW di energie rinnovabili, mentre tra il 2021 e luglio 2025 sono stati realizzati solo 455 MW. Per raggiungere il target servono circa 494,1 MW all’anno, una sfida decisiva in una regione che, paradossalmente, limita spesso le rinnovabili nonostante la necessità di nuove forniture energetiche.

    La proposta principale è una strategia energetica completa basata su diverse tecnologie: eolico sia a terra sia offshore, fotovoltaico sui tetti e a terra anche in aree degradate (discariche, cave), ma con priorità a zone industriali, commerciali e produttive; agrivoltaico tradizionale e avanzato con altezze e geometrie variabili o pannelli mobili per integrare produzione agricola ed energetica; idroelettrico rilanciato con benefici alle comunità locali; uso sostenibile delle biomasse forestali per energia e calore; produzione di biogas, biometano e idrogeno verde; accumulo energetico e sviluppo di reti a diverse scale.

    Viene enfatizzato il ruolo delle comunità energetiche rinnovabili e solidali per contrastare la povertà energetica. L’attuale piano energetico regionale è fermo al 2005: la Giunta futura è chiamata a un aggiornamento, ma Legambiente chiede di rovesciare l’approccio, eliminando divieti agli impianti a fonti rinnovabili e chiarendo dove si possono realizzare impianti di fotovoltaico e agrivoltaico senza toccare suolo agricolo produttivo, puntando invece su cave dismesse, aree industriali abbandonate, discariche esaurite e fasce infrastrutturali di rispetto.

    Per la pianificazione si propone una banca dati aggiornata sulle autorizzazioni e le aree idonee per parchi eolici e agrivoltaico, rendendo immediatamente consultabili tutte le informationi di riferimento. Le proposte sono state presentate in pubblico insieme ai due candidati principali: il governatore uscente Roberto Occhiuto e Pasquale Tridico, sostenuto da PD, M5S e Avs. Occhiuto ha detto di non avere pregiudizi verso l’eolico offshore; Tridico rilancia un modello ispirato alla Sardegna, con criteri chiari sulle aree idonee e rinnovabili.

    ### Decarbonizzazione industriale e filiera bosco-energia

    Un capitolo del documento propone una “simbiosi industriale” tra imprese per scambiare sottoprodotti, scarti e surplus energetici, e chiede un incremento significativo dei fondi regionali per progetti di decarbonizzazione dei processi industriali, privilegiando sinergie tra imprese, università e centri di ricerca. La filiera bosco-energia è criticata per l’attuale uso non sostenibile: secondo Legambiente in Calabria esistono grandi impianti che usano biomasse forestali in gran parte per l’energia elettrica, consumando oltre 1,95 milioni di tonnellate (il 51% delle biomasse forestali impiegate dalle 32 centrali a biomasse italiane). Si chiede quindi un tavolo di filiera per guidare la transizione ecologica del settore forestale e promuovere un uso più responsabile della biomassa.

    Le proposte complete sono disponibili nel documento allegato di Legambiente (pdf).