• Agrivoltaico: due mondi, una copertura da costruire

    lunedì 29 settembre 2025

    L’agrivoltaico funziona al meglio per aziende strutturate. Assicurare con una sola polizza due pratiche diverse—coltivazione e produzione di energia—è una delle sfide più complesse. Ancora non esistono prodotti dedicati: le compagnie spesso trattano l’agrivoltaico come fotovoltaico tradizionale, ma l’integrazione con l’agricoltura introduce peculiarità gestionali, tecniche e economiche.

    I rischi sono incrociati: mercati, resa agricola e gestione dell’impianto. Manca base statistica e modello comune, rendendo difficile stimare premi e massimali. La PLV è spesso vincolo autorizzativo; se il prezzo del raccolto cala, l’impianto può trovarsi in contrasto con i permessi. Questo contesto rende necessarie linee guida e strumenti specifici.

    Le aziende IPP chiedono fideiussioni milionarie, mentre le aziende agricole di dimensioni medio-piccole hanno margini stretti e poca esperienza assicurativa. Le prescrizioni contrattuali sono complesse; spesso una realtà societaria semplice limita la responsabilità e scoraggia chi deve finanziare o assicurare. È necessario semplificare e rendere accessibili le condizioni contrattuali.

    L’impianto agrivoltaico è anche infrastruttura industriale: richiede norme antinfortunistiche e operatività complessa. Il raccolto impone manodopera stagionale; contoterzisti possono creare conflitti, e chi risponde se si danneggiano colture durante interventi di manutenzione resta incerto. Queste dinamiche ampliano i rischi e le incertezze per assicuratori e finanziatori.

    Esiste consenso sull’urgenza di linee guida comuni. Il biogas mostra come associazioni possano costruire regole, modelli contrattuali e strumenti condivisi che ispirino la fiducia di agricoltori e banche. Senza una struttura simile, l’agrivoltaico resta appannaggio dei soggetti più strutturati. È necessario un percorso simile per l’agrivoltaico.

    Attualmente non ci sono polizze dedicate. Sarebbe utile anticipare i problemi e valutare premi più alti fin dall’inizio, inserendo clausole specifiche. I rischi agricoli e quelli legati all’energia hanno caratteristiche diverse; servono dati, domanda strutturata e un modello comune di convivenza agricoltura-impianto.

    Interferenze operative e responsabilità richiedono routine condivise tra coltivatori e gestori. Se l’impianto è costruito dall’azienda agricola, tutto è più lineare; se agricoltore e FV operano come soggetti distinti, servono contratti chiari per ripartire le responsabilità.

    In definitiva, l’agrivoltaico è un segmento in evoluzione. Servono polizze specifiche, linee guida e strumenti comuni. Oggi è accessibile soprattutto alle grandi aziende; con maggiore collaborazione tra agricoltori e operatori potrebbe crescere senza escludere i piccoli e favorire una diffusione più ampia.